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A cura del Dott. Francesco Maria Romano, specialista in Chirurgia Generale - Proctologo
Nonostante lo sviluppo delle tecniche mininvasive e laser, la chirurgia tradizionale resta oggi il trattamento di riferimento nei casi più avanzati o complessi di malattia emorroidaria, fistola anale e sinus pilonidale, quando le tecniche conservative non sono indicate o non hanno dato i risultati attesi. Si tratta di procedure con la più lunga evidenza scientifica a supporto e, in molti casi, con i tassi di recidiva più bassi a lungo termine.
Come per ogni trattamento medico, l'indicazione va sempre confermata da una visita specialistica: le informazioni di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono una valutazione clinica personalizzata.
Emorroidectomia (Milligan-Morgan e Ferguson)
L'emorroidectomia escissionale è l'intervento di riferimento per la malattia emorroidaria di grado III-IV e per i casi non risolti da trattamenti mininvasivi. Prevede l'asportazione chirurgica dei gavoccioli emorroidari.
Tecnica di Milligan-Morgan (aperta): le ferite vengono lasciate aperte, a guarigione per seconda intenzione.
Tecnica di Ferguson (chiusa): le ferite vengono chiuse con sutura al termine dell'intervento.
Quando è indicata: emorroidi di grado III-IV, prolasso misto (interno-esterno) non gestibile con tecniche ambulatoriali, recidive dopo trattamenti mininvasivi.
Cosa aspettarsi: è l'intervento con il tasso di recidiva più basso a lungo termine tra tutte le tecniche disponibili, a fronte di un dolore post-operatorio generalmente superiore rispetto alle tecniche mininvasive e di un tempo di recupero più lungo (in genere alcune settimane).
Fistulotomia e Fistulectomia
Per la fistola anale, la chirurgia tradizionale prevede l'apertura (fistulotomia) o l'asportazione completa (fistulectomia) del tramite fistoloso.
Quando è indicata: fistole intersfinteriche o transfinteriche basse, dove il tramite può essere sezionato con un rischio contenuto per la continenza; nei casi più complessi (alte, sovra/extrasfinteriche) si preferiscono tecniche sfintere-risparmiante come il FiLaC o il posizionamento di setoni.
Cosa aspettarsi: buona efficacia sulla chiusura del tramite nelle forme semplici, con un rischio di impatto sulla continenza che aumenta in proporzione alla quantità di sfintere coinvolto nella sezione chirurgica — motivo per cui la mappatura anatomica pre-operatoria è sempre necessaria.
Escissione Chirurgica del Sinus Pilonidale
L'escissione tradizionale prevede l'asportazione del tessuto malato del solco intergluteo, con chiusura diretta, a lembo o a guarigione per seconda intenzione, in base all'estensione della malattia.
Quando è indicata: forme estese, plurirecidive o non trattabili con tecniche endoscopiche come il SiLaC.
Cosa aspettarsi: buona efficacia nelle forme complesse, con tempi di guarigione della ferita variabili (da settimane a mesi nelle forme a guarigione per seconda intenzione) e necessità di medicazioni regolari nel periodo post-operatorio.
Chirurgia Tradizionale o Tecnica Mininvasiva: Come si Sceglie
Come per ogni trattamento medico, sono possibili effetti indesiderati (dolore post-operatorio, sanguinamento, infezione della ferita e, per la chirurgia della fistola, un rischio di impatto sulla continenza proporzionale alla complessità del tramite trattato): verranno illustrati nel dettaglio durante la visita. La chirurgia tradizionale non è sempre la prima opzione proposta: viene indicata quando il quadro clinico — grado di malattia, anatomia del tramite, precedenti trattamenti — la rende la scelta più appropriata rispetto alle alternative mininvasive, secondo il percorso diagnostico descritto nelle pagine dedicate a malattia emorroidaria, fistola e ascesso anale e sinus pilonidale.
Riferimenti Scientifici e Bibliografia
Ho YH, Seow-Choen F, Tan M, Leong AF. Randomized controlled trial of open and closed haemorrhoidectomy. Br J Surg. 1997;84(12):1729-1730. doi: 10.1046/j.1365-2168.1997.02888.x
Vogel JD, Johnson EK, Morris AM, et al. Clinical Practice Guideline for the Management of Anorectal Abscess, Fistula-in-Ano, and Rectovaginal Fistula. Dis Colon Rectum. 2016;59(12):1117-1133. doi: 10.1097/DCR.0000000000000733
Iesalnieks I, Ommer A, Herold A, Doll D. German national guideline on the management of pilonidal disease. Langenbecks Arch Surg. 2016;401(5):599-609. doi: 10.1007/s00423-016-1394-x
FAQ — Chirurgia Tradizionale Proctologica
La chirurgia tradizionale è più dolorosa delle tecniche laser o mininvasive?
In generale sì, il dolore post-operatorio riportato è superiore rispetto alle tecniche mininvasive, ma resta l'opzione con il tasso di recidiva più basso nei casi avanzati.
Quanto dura il recupero dopo un'emorroidectomia tradizionale?
Variabile da persona a persona; generalmente alcune settimane per il pieno recupero funzionale, con un ritorno più rapido alle attività quotidiane non fisicamente impegnative.
La chirurgia della fistola comporta sempre rischio di incontinenza?
Il rischio esiste ma è proporzionale alla quantità di apparato sfinteriale coinvolto: è per questo che la mappatura anatomica pre-operatoria (ecografia o risonanza) è sempre eseguita prima di scegliere la tecnica.
Quando si preferisce la chirurgia tradizionale rispetto al laser?
Nei casi più estesi, complessi o recidivanti, dove le evidenze disponibili mostrano risultati più affidabili con le tecniche escissionali classiche.
Serve il ricovero per questi interventi?
Dipende dal tipo di intervento e dal quadro clinico: alcuni si eseguono in day-surgery, altri possono richiedere una breve degenza, da valutare in fase di programmazione.
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La chirurgia tradizionale, come ogni trattamento medico, richiede una valutazione clinica individuale per accertarne l'indicazione più appropriata.
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Ultimo aggiornamento: Settembre 2026
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